“ Dove sta il segreto?
Io dico che sta qui, nella magia dell’equilibrio. Si aggira furtivo e leggero nella notte, nei riflessi ombrati delle querce, nei labirinti costruiti dalle formiche tra i fili d’erba, nell’ebbro battito d’ali degli avvoltoi.
È tutto magicamente equilibrato, in assenza dell’uomo.
Ma l’altro equilibrio, quello che dorme male, e perciò un po’ sbilenco, inclinato, sta qui, qui da te. Non puoi vederlo, non puoi toccarlo, non puoi annusarlo, ma puoi sentirlo nel rumore delle onde che s’infrangono sugli scogli e non muoiono mai. Puoi sentirlo, sì, perché lo sai, lo sai contro quanti scogli hai dovuto scagliarti, e nonostante tutto, resistere allo schianto.
Tu eri solo acqua, mentre quella lì era roccia.
Ma vedi, è proprio questo il potere sacro dell’acqua: la resistenza, anche all’urto più gravoso.
Dove sta il segreto? Io dico che sta qui, nella magia dell’equilibrio.
E tu possiedi il segreto.
Tu che, come un’onda, dopo esserti misurata con la furia del mare e la durezza dello scoglio, sei rimasta impeccabilmente in equilibrio.
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“ Non mi piace quando un guidatore comincia a chiamare stronzo un altro guidatore, solo perché magari si muove troppo lentamente.
“Guarda a ‘sto moscio cretino, muoviti, cazzo! Vado di fretta!”
E sbraita, sbraita, soffocato da un tempo impenetrabile.
Dicevo: non mi piace affatto. Lui non sa niente del guidatore lento. Assolutamente niente. Immaginate se gli fosse morto un caro amico 24 ore prima, e immaginate se il guidatore incazzato l’avesse saputo.
In che modo? be’, per esempio, se il guidatore lento avesse avuto la brillante idea di affiggere al cofano un cartello del genere: non rompete i coglioni, sono a lutto.
Il guidatore incazzato, alla vista di quel cartellone, l’avrebbe insultato alla stessa maniera?
Ovviamente no.
Perché noi esseri umani, per quanto proviamo a tenerlo nascosto, siamo dei grossi ipocriti.
E non c’è da sorprendersi se leggiamo sull’epitaffio di un libertino che fu un uomo sempre fedele!
E non c’è da sorprendersi se leggiamo sull’epitaffio di un politico che non rubò mai un centesimo!
Funziona così, qui da noi, sul pianeta Terra: quando sei vivo, ti rinfaccio i tuoi peccati; quando sei morto, eh… quando sei morto, ti assolvo.
E allora al diavolo la giustizia divina, no?
Ci siamo noi, giudici arrugginiti, a sentenziare in vita, e a perdonare in morte.
Una delle sentenze che più mi inquieta è quella che deriva dai pregiudizi.
Ieri hai visto una ragazza con le braccia e le gambe tatuate e, sottovoce, hai detto alla tua amica: “com’è che i genitori le hanno permesso di rovinarsi la pelle in quel modo?”
Quella ragazza è stata adottata, ma tu non potevi saperlo. E mi ci scommetto le gengive che, se l’avessi saputo, avresti taciuto.
Ieri, mentre eri a passeggiare, un uomo ti ha dato una leggera spallata. Hai cominciato a bestemmiare, facendogli capire, bruscamente, come si cammina.
Quell’uomo era cieco, ma tu non potevi saperlo.
E probabilmente, se lui si fosse scostato quegli occhiali scurissimi che portava, gli avresti persino sorriso.
Aveva ragione Pirandello: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io, vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate, vivi gli anni che ho vissuto io, e cadi là dove sono caduto io, e rialzati come ho fatto io.
Ognuno ha la propria storia.
E solo allora mi potrai giudicare.”
muoiodentrogniora:  Sei l'eccezione che conferma la regola. Sei sempre fantastica. Non smetterò mai di amarti

Grazie per il tuo grande supporto!

non tutti sanno che…

in realtà giuseppe sapio è un baby-massone ingaggiato dai politici italiani allo scopo di diffondere ignoranza fra le nuove generazioni.
l’espressione verbale del “sorrido sempre ciao” è il nuovo slogan adottato dalle logge (che ha ovviamente sostituito il v.i.t.r.i.o.l.) ed inoltre, la pratica di mangiare pesci rossi e leccare teste di pulcini rappresenta un nuovo rito massonico, in accordo con la lega anti-protezione animali.

siamo rovinati.

confessioni

paradossalmente, quando sono triste scrivo un sacco di frasi ironiche e - a tratti - divertenti

quando sono felice scrivo un sacco di racconti depressi che in genere finiscono malissimo e potenzialmente ci scappa pure il morto

quando sono affamata scrivo racconti horror (no questo non è vero)
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"crepa"

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