A volte ho paura delle riflessioni che si originano nella mia mente perché temo sempre che siano le ultime. Poi però se ne origina un’altra e mi tranquillizzo. Successivamente di nuovo paura. Riflessione. Paura. Riflessione. Paura. È un processo senza fine.

Spero.

presentazione libro, prossima tappa in provincia di Napoli

cassandrablogger:

mi è stato proposto di presentare il libro “Scrivere fa rima con vivere” durante una fiera che si terrà a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il 20 o 21 settembre… c’è qualche mio lettore della zona che sarebbe presente? se sì rebloggate o commentate, vi abbraccio! :)

(via look-you-are-beautiful)

“ Un giorno ti guarderai allo specchio e, forse un po’ timorosa, vedrai i tuoi capelli assomigliare al colore del cielo grigio.
Immediatamente ti ricorderai di quando quei capelli assomigliavano al colore del sole nelle giornate estive, o al colore del sole al tramonto, o al colore della notte, o dell’autunno.
Magari dopo farai anche uno shampoo, poi ritornerai allo specchio coi capelli bagnati, ti scruterai ancora una volta, e vedrai i tuoi capelli come quell’asfalto grigio chiaro che hai sempre odiato, stavolta impregnato di pioggia.
Un giorno la tua schiena non ce la farà più a sostenere il peso, il peso dei dolori, il peso dei ricordi, il peso degli anni, e allora vedrai che, piano piano, si calerà verso terra, e di certo vorrà farti crollare insieme a lei.
Così tu cercherai di restare ancora in piedi, rincorrendo qualcosa, o qualcuno, che ti tenga ancora in piedi. E chissà, tuo figlio, o tuo marito, o la tua amica di una vita, ti tenderanno una mano, e grazie a quella mano sarai più forte della tua schiena.
Un giorno avrai più tempo per leggere, avrai più tempo per capire.
Quel giorno osserverai i bambini giocare al parco, magari lanceranno il pallone proprio accanto alle fragili ossa dei tuoi piedi, tu lo raccoglierai, e delicatamente lo porgerai loro, accennando un finto sorriso.
E fidati di me, ti scapperà una lacrima, e subito dopo te ne scapperà un’altra, fino a fissare il cielo per smettere.
Fisserai il cielo, e realizzerai che il tempo passa, e tu, be’… tu, in quel momento, sarai più vicina al cielo rispetto a quei bambini.
Un giorno avrai paura di scordare il gas acceso, avrai paura di scottarti ai fornelli, di far freddare il pranzo, ma più di tutto, avrai paura di scordare il nome dei tuoi nipotini.
Perché, cazzo, non è vero che la paura prima o poi passa.
La paura è un continuo crescendo.
La paura, col suo bell’abito nero, ti accompagnerà fino all’altare della morte.
Però, un giorno, i tuoi mostri interiori cresceranno con te, e moriranno prima di te.
Quel giorno sarà il giorno in cui ti sentirai svuotata di tutto il male che avrà attanagliato la tua esistenza, e sarà una sensazione così bella, ma così bella, che probabilmente ci scriverai una pagina di diario.
Un giorno avrai più tempo per scrivere quello che non hai mai avuto il coraggio di raccontare.
Un giorno la carta starà lì, per te, ad ascoltarti più di quanto faranno le persone.
Poi ricorderai di quando, da ragazza, le persone erano esattamente così, e tu eri costretta a massacrare i fogli d’inchiostro e rabbia.
Un giorno ripenserai agli amori-confetto, quelli perfetti fuori e marci dentro, proprio come i confetti andati a male. Poi volgerai lo sguardo alla tua destra, e lì, seduto a tavola, ci troverai un vecchietto col giornale e due enormi occhiali da vista appesi alle orecchie, che gli ricadranno sul suo decennale maglione blu.
Quell’uomo, lo saprai bene, sarà lo stesso che dicendoti: “vieni a vivere con me?” ti aveva proposto anche: “aspetti di morire insieme a me?”
Un giorno ti farai i complimenti per il coraggio.
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Ti ricordi quando, a scuola, cancellavi alla lavagna e notavi quella polvere di gesso che cadeva giù e si ammassava tutta all’estremità inferiore?
Quella lavagna sarà il tuo futuro, e ti prego di non lasciarla vuota, e ti prego anche di non cancellare niente, neanche le brutte esperienze.
Perché, vedi, un giorno, potrai assistere al panorama di una lavagna scritta interamente a mano, con le tue mani, fino alla fine, fino a riempire il legno intorno.
Niente polvere di gesso, niente macerie, solo tante parole in bianco.
E sì, ti farai davvero i complimenti per il coraggio.
Un giorno, pieno di ricordi e rughe, ce l’avrai fatta.
Anonimo:  Perché la gente mente?

Perché la verità è noiosa. Le menzogne sono ben articolate, fantasiose, creatrici di intrighi e talvolta portatrici di problemi. La finzione è ciò che rende un film interessante, è ciò che fa scattare l’applauso. La finzione è il lieto fine nei libri, e la risposta sempre pronta nei dialoghi tra i personaggi. La finzione è nel saluto forzato, è nei gesti e nelle parole negli stati d’ira. E stavolta avrei potuto essere io la finzione, avrei potuto scrivere di quanto viscida può essere quest’ultima; invece l’ho quasi elogiata. Ho espresso delle verità a proposito delle menzogne. Paradossalmente, vero e finto si confondono, si avvolgono e si completano così bene che fai fatica a separarli e a riconoscerne l’essenza, diviene faticoso persino giudicare vera una cosa piuttosto che finta un’altra.

Anonimo:  Quando uscirà il tuo nuovo libro? E che tipo di libro sarà?

Credo nei primi mesi del 2015; sarà un romanzo introspettivo, psicologico, contornato di riferimenti culturali e filosofici, ma non saranno pesanti.

Anonimo:  Sara ma io ti amo. Non vedo l'ora che esca il tuo nuovo libro, riesci a trasmettermi emozioni uniche, davvero Sara hai talento da vendere.

Quello di trasmettere emozioni rappresenta uno dei miei traguardi più grandi. Grazie di cuore.

Anonimo:  Spero che un giorno la tua bravura sarà conosciuta da tutti tu lo meriti

Ti ringrazio! Anche se a me basterebbe essere conosciuta dalle persone giuste… “pochi ma buoni”.

“ Gli esseri umani possiedono un’empatia connaturata e instancabile, un’empatia che pretende di essere rivolta ad altri esseri umani, perché da sola non funziona. A tal proposito non bisogna sorprenderci che sia più facile trovare persone compatibili e non incompatibili. Non bisogna sorprenderci che sia altrettanto facile trovarle addirittura nella stessa città. Poi ci sono i compromessi, i sacrifici, e tutte quelle cazzatine che le coppie s’inventano per stare bene insieme, e per convincersi che sia amore, soprattutto. Dunque, il punto è questo: talvolta il grande amore può essere solo un esperimento riuscito benino, allorquando l’esperimento che poteva riuscire benissimo non è mai stato fatto. Come i cattolici che credono nel dio biblico senza aver mai studiato religioni diverse dalla propria. C’è chi crede a priori, chi s’innamora a priori; ma una scelta senza confronto non è una scelta, è solo un tuffo nel mare più vicino. Magari a qualche chilometro di distanza esiste un mare dove l’acqua è più limpida, però che importa? Quel mare è più vicino, e qui comincia a fare un gran caldo.
Anonimo:  Ho appena letto un frammento del tuo romanzo e non vedo l'ora di comprarlo e di divorarlo. Scrivi davvero benissimo, spero non ti stancherai mai di farlo. Un abbraccio forte, ti auguro il meglio.

Grazie davvero. Auguro il meglio anche a te, un abbraccio!

Anonimo:  E' inutile negare la tua bravura nella scrittura e la tua intelligenza. Ma sai, anche io sto lavorando ad un romanzo (il primo) e scrivo poesie... poi leggo te e penso a quanto sono banale, a quanto sia striminzito il mio lessico (fondamentale tra l'altro). Mi arrabbio con me stessa perché sembro non riuscirci. Tralasciando tutto ciò voglio comunque farti i miei complimenti. Sei molto brava e intelligente. Insegui i tuoi sogni, Sara :)

Sentirsi banale è pratica comune per l’autore. Mi spiego meglio: io stessa, leggendo gli scritti altrui, trovo banali i miei. Credo sia un processo inestinguibile, nel senso che, probabilmente, le idee, le parole utilizzate, gli stili di scrittura che ci appartengono… finiscono per appartenerci così tanto che iniziamo a considerarli banali, scontati; mentre quando ci troviamo a contatto con una realtà diversa dalla nostra subitaneamente tendiamo a ritenerla nuova, quindi originale. Insomma, non mollare…